imparare dal mito, cosa ci insegnano i classici, Persefone tra buio e luce

Scintille di classicità

Chissà perché i ricordi del liceo classico sono così vividi dopo tanto tempo… comunque ciò che vorrei ricordare meglio non sono la fatica di arrivare, l’ansia che si rigenera, né la privazione o il sacrificio. La cosa che voglio tenere con me è l’amore incondizionato per la classicità e per tutti i valori che ho amato di lei. Come la politica, la filantropia, il mito. Sono valori che da allora mi ispirano, ma non l’ho sempre saputo. Ci sono arrivata col tempo. Come piccole luci spuntavano dai cassetti bui della memoria e a sorpresa tornavano in superficie, nel corso di una chiacchierata, in una pagina, in una lezione.

I miti ci parlano

Di recente ho riletto con mia figlia la storia di Demetra e Persefone, la vicenda del rapimento da parte di Ade, del compromesso voluto da Zeus perché Demetra tornasse a far germogliare la terra. Un mito che spiega l’origine delle stagioni, certo, ma anche molto altro. I miti sono storie potenti, creano connessioni e aprono porte che vanno ben al di là di quello che ci dicono in superficie.

Persefone condotta negli inferi da Ade, lo sposa e accetta di mangiare i chicchi di melagrana che le vengono offerti, così sarà legata a quel mondo per sempre. Ma forse non è inconsapevole. E con il suo gesto ci insegna tantissimo.

Persefone rappresenta ciò che dovremmo fare nei momenti più freddi della nostra esistenza: scendere nelle tenebre per rischiararle, accogliere il buio con pazienza e accettarlo. Fare in modo che quell’oscurità si trasformi. A volte la luce arriva da ciò che è più profondo e difficile. Platone scriveva: le cose belle sono le più difficili. Ecco.

Fare luce

Persefone non è vittima ma crea il suo destino e lo abbraccia. La discesa diventa una scelta ben precisa: guardare cosa si cela sotto la superficie, e provare fare luce. Ci sono cose che ci sembrano difficili e oscure, ostacoli insormontabili, dubbi ingarbugliati, incombenze noiose, relazioni ipocrite. Per queste cose è bene fare appello alla Persefone che è in noi. Anche se andare in profondità a volte costa fatica, bisogna riconoscere che la luce che si sprigiona dal buio non ha eguali. In ogni caso il viaggio attraverso ciò che è nebuloso, come quello dentro noi stessi, è qualcosa di profondo e importante, anche quando le tappe si rivelano faticose.

Buoni propositi

Mi avvio alla chiusura dell’anno con una parola svedese che indica il battito irrequieto del cuore di un viaggiatore prima che il viaggio cominci, un misto di ansia e di aspettativa: RESFEBER. (da Lost in translation, di E. F. Sanders)

Che il nostro sia un viaggio in cui possiamo collezionare bellezza, riconoscere ciò che non ci piace per dare spazio a quanto ci illumina. E la tua parola quale sarà?

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(photo by Universal Eye on Unsplash)