i sassi nella letteratura, il significato metaforico di una pietra, sassi e pietre sono metafore

Una pietra è tutta pietra, non ha muscoli per ridere, non ha spazi liberi, il suo interno è inconoscibile. Eppure una pietra, un semplice sasso di via o di fiume, di prato oppure bosco è qualcosa che resta mentre noi passiamo, qualcosa che a modo suo resiste al tempo. Chissà quante cose ha visto ma non dirà mai…

La pietra si modella certo un po’, ma ci vogliono anni, si sbriciola o polverizza, ma resterà sempre se stessa adattandosi al cambiamento.

Gli scrittori parlano di pietre: sono i muri a secco o i ciottoli di Montale, oppure la roccia lavica scaturita dall’ utero tonante del Vesuvio per Leopardi, una pietra dove posare il capo per Pavese. O ancora i sette specchi opachi per la mente di Tonino Guerra. In ogni caso ciò che è sasso è duraturo, se non eterno. La pietra non ha porta, dice Wislawa Szymborska in Conversazione con una pietra e forse è questa sua caratteristica a renderla ancora più desiderabile e interessante. La sua forma solletica la fantasia, a partire da quella dei bambini che vi vedono un animale, reale o fantastico, un oggetto magico, un utensile, qualcosa di impossibile.

Una piccola pietra, un sassolino può contenere un segreto o un desiderio che affidiamo alle acque del lago, un pizzico di coraggio per il futuro. Si gioca spesso a lanciarlo lontano, sempre un po’ più in là. Come fosse un desiderio rimandato solo per un po’, gli chiediamo giusto di andare avanti ma di aspettarci, che presto riusciremo realizzarlo.

A proposito di sassolini, di recente ho deciso di lanciarne uno anch’io: si tratta di un progetto dedicato a Palomar, opera di Italo Calvino. Un ebook che raccoglie parole e collage, una rilettura di un classico che continua a parlarci anche nel suo centesimo anniversario. Il 15 ottobre sarà disponibile online, potrai acquistarlo scrivendo una email a rileggerepalomar@gmail.com e ti darò tutte le informazioni necessarie. Intanto posso dirti che costa 8 euro, contiene 12 collage accompagnati dalle mie riflessioni e dalle parole di Italo Calvino, che puoi stamparlo e portarlo con te, come una valigetta di attrezzi per leggere il mondo. Ti sorprenderai nel vedere che c’è un signor Palomar in ognuno di noi.

Ecco qui un assaggio di ciò che troverai:

I sassolini servono anche a ritornare su un sentiero già percorso, per farlo a ritroso, ritrovando passi e pensieri, punti irrisolti. Una scia di sassolini è una strada per riconoscersi.

Ci sono pietre che più di altre ci ricordano un passato che resta: sono castelli, mura di città, monumenti, teatri. E proprio questi ultimi ci trasmettono l’eco di parole e pensieri che furono, i teatri, imponenti abbracci dell’antico.

E ancora, pietre possiamo diventare anche noi di fronte a qualcosa di grande che non sappiamo spiegare o che ci spiazza un po’. Come uno sconsolato Montale davanti al mare:

Come allora oggi in tua presenza impietro,

mare, ma non più degno

mi credo del solenne ammonimento

del tuo respiro (Antico, sono ubriacato dalla voce nel poemetto Mediterraneo)

Per ispirarti: