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A volte mi capita in auto, a certi stop obliqui, di non riuscire a vedere chi arriva, di trovarmi quindi a dover gestire punti ciechi. Gli incroci sbiechi possono essere traditori.

Mi capita una cosa simile durante le lezioni. Nella mia aula, quando i banchi sono fuori dalla mia sfera visiva, qualche alunno seduto proprio là, si diverte a gesticolare, a suggerirsi o semplicemente a dormire. Per questo tipo di punti ciechi, mi sono attrezzata, o meglio, ho trovato un modo di adattarmi, sviluppando una spiccata sensibilità agli spostamenti d’aria e agli sguardi furbetti. Oppure mi affido alle sensazioni che in genere azzeccano: richiamando qualcuno a caso, indovino quasi sempre! I miei alunni mi chiedono “ma come ha fatto a vedere!?” e io, scherzando, rispondo che mi sono fatta installare bulbi da camaleonte proprio sulle tempie.

Il fatto è che, nonostante l’ostacolo e il fastidio di non vedere tutto, certi punti ciechi si rivelano positivi. Ci costringono a pensare a una soluzione alternativa, ci aiutano a sviluppare il pensiero creativo. Le idee migliori a me vengono sempre quando sono sotto pressione e ho troppo da fare: devo solo ricordarmi di scriverle! Oppure, quando penso che non ci sia speranza, si accende una lucina che mi fa uscire dal problema. Capita anche a te?

In realtà solo i geni come Archimede o Newton sanno sfruttare a pieno i punti ciechi, ma anche noi comuni mortali, nel nostro piccolo, possiamo sviluppare qualità sorprendenti. Di necessità virtù.

Leopardi ha avuto bisogno della siepe per scrivere quei mirabili versi dell’Infinito: da un ostacolo alla vista, la siepe appunto, il suo spirito creativo è riuscito a viaggiare e raggiungere “interminati spazi e sovrumani silenzi”.

Ho scovato una bellissima intervista ad Alberto Munari (figlio di Bruno Munari), psicologo ed epistemiologo, allievo e collaboratore di Jean Piaget: leggila qui! Parla di pensiero tragico e pensiero epico. Il secondo è quello che ci fa trovare soluzioni nuove, ci insegna ad essere avventurosi e coraggiosi, ci fa affrontare gli ostacoli senza cercare i colpevoli. Questo pensiero mi piace tantissimo.

(Photo by Inês Pimentel on Unsplash)