gentilezza, colonna sonora della nostra vita, essere gentili, gesti gentili inaspettati

Di gentilezza parlo tantissimo, a scuola come a casa con i miei bambini. Dico spesso “Condividete con gentilezza!”. L’altro giorno invece ho detto “Bambini, ricordate la regola numero 1? Siate gentili sempre”, ma Giorgia mi ha risposto “No, mamma, la regola è condividere con gentilezza, non essere sempre gentili”. Uhm, devo stare attenta a quello che dico con loro, sono troppo furbi.

Invece non ti ho ancora raccontato un episodio della mia vita che mi ha fatto sperimentare quella gentilezza spontanea che ti salva in una situazione assurda.

Ti dirò, quell’episodio ha anche una colonna sonora, come succede ai momenti salienti della vita, legati a una canzone speciale. Ecco, la mia canzone di sottofondo a quello che sto per dirti è L.S.F. dei Kasabian, che in realtà non parla affatto di gentilezza, intendiamoci, ma era nella mia testa in quel momento.

Accadde tutto una sera di dicembre, dopo uno strepitoso concerto di questa band di Leicester: immagina centinaia di fans soddisfatti che, a concerto finito, cantano la stessa canzone e si muovono con ordine per dirigersi ai mezzi pubblici, praticamente un sogno.

Mi sentivo così bene che pensavo di essere in una bolla arcobaleno, complice tutta la Guinness che mi ero scolata in ottima compagnia. Ma, proprio mentre cantavo spensieratamente, non mi accorgevo di avere smarrito la mia prepagata che mi serviva per tutto, anche per prendere il bus per tornare in albergo. Avevo lasciato tutto il resto in camera, per essere più leggera.

Puoi immaginare come la meravigliosa patina di gioia si sia sciolta in un profondo sconforto quando, al momento di passare la carta sul sensore del bus, mi sono ritrovata con la tasca vuota e il conducente che mi fissava spazientito, come a dire “ecco la solita ubriacona che fa finta di avere smarrito il suo biglietto”. Ma era così!

Ero senza un pound e mi è venuto da piangere. Dietro di me si è materializzato un omone, un Irlandese con la madre anziana, che, mosso a compassione mi ha regalato un biglietto. Quando poi gli ho detto di venire dall’Italia, l’anziana signora ha sorriso.

Si è creata in quel momento una tacita solidarietà, data dalla consapevolezza di appartenere a popoli con un passato comune, quello dell’emigrazione, e di trovarsi in un paese straniero. Loro sono scesi prima di me e mi hanno salutato con un “God bless you”.

Ogni volta che ascolto L.S.F. penso a quei due Irlandesi, alla loro semplicità e al loro sorriso. Non siamo affatto soli. E la gentilezza? Beh, quella ci rende umani, sempre. Ti lascio con un suggerimento di un blog bellissimo, Burabacio, che ha una categoria dedicata all’essere gentili, vai a vedere!

Scommetto che anche tu hai colonne sonore nella tua vita. Se ti va, raccontami!

(photo by Malte Wingen on Unsplash)